Mass media. Sì o no?

Lo scetticismo non risparmia nessuno: nell’ultimo anno, secondo un sondaggio di Edelman, la televisione, la radio, i giornali e persino gli amici hanno registrato un vistoso calo in questa particolare classifica. La ricerca di Eldelman non indaga sui motivi di un cambiamento così rapido e unilaterale nei sentimenti delle persone. Non è da escludere l’impatto della crisi economica globale: negli Stati Uniti, per esempio, sono stati persi 3,6 milioni di posti di lavoro dal dicembre 2007. Osservando i dati, l’amministratore delegato della società di comunicazione Richard Edelman ha affermato, in un’intervista ad Advertising Age, che occorre comunicare con le persone su più dimensioni prima di poter ottenere attenzione. Ripaga, quindi, un investimento trasversale su televisione, radio, giornali e Internet. Altrimenti la credibilità del messaggio risulterebbe limitata. In particolare, la rivista online sottolinea il calo di fiducia negli amici, sollevando dubbi proprio sui social media. Ma non è chiara la definizione di amici adottata da Edelman nel suo sondaggio: gli spazi online rappresentano soltanto una parte della vita delle persone. Le persone elencate come “friend” su Facebook o “followers” su twitter, anche se fossero classificabili tutte come amici, costituirebbero comunque un sottogruppo delle relazioni di una persona. Per blog e social network, invece, è un’opportunità per aggregare piattaforme diverse e alimentare la circolazione di una fiducia carente su singoli media, ma distribuita ormai su conversazioni che sono trasversali. Cresce la capacità degli spazi digitali di raccogliere contenuti (video, immagini, testi, suoni) e discussioni. Televisioni (come la Rai) e radio trasmettono in streaming attraverso Internet, quotidiani e riviste hanno le loro pagine web, gli amici si connettono attraverso chat e social network. Resta una questione aperta: la selezione delle informazioni frammentate in una valanga di brevi messaggi (dai tweet agli status update di Facebook). Secondo l’Internet Advertising Bureau, infatti, la spesa per il marketing digitale crescerà del 66% nel 2010: in Gran Bretagna il budget per le campagne pubblicitarie su Internet ha superato gli investimenti sulle emittenti televisive. Eppure la ricerca di Edelman mostra altri risultati interessanti. Nell’anno della crisi economica, gli amministratori delegati sono diventati i volti pubblici delle aziende, intervistati dai cronisti per conoscere le previsioni. E, in una situazione difficile, hanno guadagnato la fiducia dell’opinione pubblica, salendo dal 17% del 2008 al 26% del 2009. Stessa sorte per altre figure chiamate a interpretare e raccontare la ristrutturazione economica e finanziaria: funzionari pubblici (dal 22% al 27%) e analisti finanziari (dal 46% al 52%).

Fonte Clubdeimediasociali

Post to Twitter Tweet This Post


Gli obiettivi della comunicazione

Adobe Systems annuncia i risultati di una ricerca realizzata dal centro ASK dell’Università Bocconi promossa dall’azienda, che analizza l’attuale scenario e delinea i trend futuri della comunicazione multicanale e interattiva nelle aziende italiane, mettendo in luce l’impatto che le nuove modalità possono generare sulle relazioni con i propri utenti, sui risultati di business e all’interno dei processi organizzativi. La ricerca rivela che circa il 70% delle aziende coinvolte ha investito nella comunicazione multicanale per far parlare e far conoscere l’azienda a nuovi pubblici di riferimento mentre una percentuale leggermente inferiore ha investito con l’obiettivo di migliorare i risultati di business e implementare i processi.

Un 35% di pionieri dichiara inoltre l’obiettivo di voler coinvolgere il cliente a tutto tondo, in un ottica interattiva e Web 2.0. Questo significa che oggi la comunicazione multicanale non è solo un modo nuovo di comunicare e aumentare la brand awareness ma rappresenta un vero e proprio strumento in grado di generare valore aggiunto e impatti significativi anche sul business e sui processi.

In questo scenario, il canale Web – inteso in tutte le sue sfaccettature come la Web tv e i contenuti fruibili via mobile – riveste un ruolo chiave nella strategia di comunicazione delle aziende: il suo utilizzo è in forte crescita in tutti i settori merceologici e nei prossimi anni assorbirà una parte consistente degli investimenti in comunicazione. Tra le aziende più innovative – dove il Web è già prioritario rispetto agli altri media tradizionali (20%) – la quasi totalità dichiara che il Web manterrà la priorità anche tra 2 anni mentre solo l’11% ha intenzione di rivedere gli investimenti. Nelle aziende in cui sono prioritari i canali della carta e/o della TV tradizionale (80%) c’è un’alta percentuale (79%) che ritiene il Web un canale in forte crescita anche fra 2 anni e un 21% che lo considera una priorità per i prossimi 2 anni.

La comunicazione multicanale offre l’opportunità di diffondere i contenuti in modo assolutamente virale e questo comporta un cambiamento nelle strategie di comunicazione di ogni azienda, che deve prevedere nuovi modi per trasferire i contenuti e facilitarne la condivisione. Il contenuto che si presta maggiormente ad essere diffuso viralmente è il video, che assume un peso rilevante nei processi di comunicazione delle aziende intervistate: oltre il 70% delle aziende ritiene infatti che il video sia decisivo per la propria strategia, con un particolare orientamento all’interattività.

L’88% dichiara che utilizza i video all’interno del sito Web aziendale mentre il 35,7% rende accessibili i video all’interno dei più noti Social Network. Il 22,4% incoraggia gli utenti a riutilizzare i video e diffonderli in modo virale; il 20,4% studia iniziative ad hoc per favorire l’interattività degli utenti attraverso i video; e il 16,3% delle aziende ha una Web TV aziendale e utilizza i video in questo contesto. Infine il 13% degli intervistati rende accessibili i video dai dispositivi mobili e l’11,2% ha predisposto una piattaforma aziendale che consenta agli utenti di caricare i propri video.

“La maggior parte delle aziende è sempre più consapevole del valore aggiunto del contenuto all’interno delle proprie comunicazioni perché si sta rendendo conto che questo cambiamento permetterà loro di utilizzare modalità diverse, indipendentemente dal mezzo, e garantirà una fruizione migliore e più efficace e un ampliamento dei punti di contatto con i propri interlocutori” afferma Paolo Motta, Creative Solutions Business Manager EMEA Adobe System. “Da sempre crediamo nel valore dell’integrazione dei canali di comunicazione e all’importanza di soluzioni tecnologiche innovative a supporto di una comunicazione coinvolgente e di una strategia di business efficace. I nuovi media si stanno rivelando un’ottima opportunità per acquisire un importante vantaggio in termini di competitività e di efficienza dell’organizzazione aziendale e per garantire i presupposti che faranno crescere il proprio business”.

Per sfruttare le opportunità della comunicazione multicanale e le possibilità di moltiplicare i punti di contatto con i propri clienti le aziende stesse devono diventare “editori” di contenuti, con una propria linea editoriale e una” strategia di “palinsesto” che integri i diversi media (innovativi e tradizionali), e che detti la quantità, i format e le forme espressive dei contenuti e le modalità da porre in atto per gestire e mantenere un interazione efficace con gli utenti. Allo stato attuale ci troviamo di fronte alla volontà di ristrutturare il mix comunicativo con varie prove su diversi mezzi, mantenendo quindi una ridondanza di mezzi e contenuti. Andando a studiare le correlazioni tra i mezzi e i canali di comunicazione utilizzati dalle aziende, emerge infatti un continuum ideale delle strategie di comunicazione che va dal focus sui mezzi alla costruzione di relazioni, con un attenzione sempre maggiore ai contenuti.

Proprio l’interattività e il coinvolgimento dell’utente sono gli obiettivi finali di tutte le aziende che hanno deciso di investire nella multicanalità; affinché le occasioni di relazione con l’utente e un suo progressivo coinvolgimento generino valore è necessario coinvolgere tutte le funzioni aziendali: in questo modo risorse e investimenti possono trovare riflesso in ritorni economici e di processo adeguati. Inoltre nel prossimo futuro, è probabile che ci sia sempre più precisione nella definizione degli obiettivi attesi dalla comunicazione multicanale e che si identifichino in modo sempre più chiaro precisi indicatori di efficacia e di efficienza. La comunicazione multicanale è destinata ad essere sempre più presente in azienda portando alla creazione di contenuti sempre più “liquidi” e trasferibili da una piattaforma all’altra ma anche adattabili ai singoli contesti. Diventa quindi fondamentale per le aziende acquisire competenze editoriali o affidarsi a partner affidabili che sappiano fornire un valore aggiunto nel coinvolgimento degli utenti.

Focus: profili aziendali e modi di comunicare
La ricerca ha individuato 4 profili prevalenti di aziende combinando tra loro i mezzi utilizzati, gli obiettivi ricercati e il grado di coinvolgimento degli utenti: il 16% degli intervistati si caratterizza per un atteggiamento “business as usual”: si tratta di aziende soprattutto nel settore GDO e alimentari in cui prevale un criterio di efficacia e i nuovi media venono utilizzati prevalentemente a supporto di attività e canali tradizionali legate al marketing e alla comunicazione;il 32,88% è caratterizzato dal profilo 360° e oltre: le aziende – che fanno riferimento principalmente ai settori dei servizi, e del settore chimico/cosmetico e farmaceutici – sono a supporto delle funzioni del marketing e della comunicazione ma se ne riconoscono anche le potenzialità di migliorare i processi. Le tecnologie in questo caso hanno la funzione di allineare canali di comunicazione diversi fino a “circondare” l’utente mettendolo in condizione di gestire grandi quantità di contenuti e fungendo da interfaccia nei suoi confronti.

Gli esploratori, il terzo profilio che caratterizza il 36,94% delle aziende prevalentemente dei settori moda, design e beni durevoli, tendono a fare scouting di mercato anche in ambienti poco definiti e sviluppano strategie di comunicazione multicanale per realizzare obiettivi di mercato ed economici e considerano i nuovi media come la soluzione per contrastare il fisiologico invecchiamento del business e per svecchiare i target di riferimento. Infine i Pionieri – profilo che caratterizza il 13,96% delle aziende- non afferenti a un singolo mercato rappresentati illuminati in molti dei settori presentati, ricercano contemporaneamente obiettivi di efficacia ed efficienza e dimostrano una particolare padronanza strategica .Provano una moltitudine di media digitali per garantire al cliente il giusto equilibrio tra autonomia nella ricerca di informazioni e dialogo creato dall’azienda, investono ormai da 3 anni nei nuovi canali e ritengono le tecnologie strumentali a tutta l’azienda e non solo per le funzioni di marketing e comunicazione.

La ricerca: metodo e campione

I dati di questo studio emergono da 302 questionari relativi a 287 imprese che costituiscono la base empirica di questa ricerca. I destinatari principali del questionario sono i responsabili marketing o comunicazione esterna; tuttavia a ciascuno degli intervistati è stato chiesto di segnalare un top manager, un responsabile di prodotto o di area di business al quale somministrare il questionario. Il campione di indagine è stato costruito a partire dal database AIDA delle imprese italiane: sono state individuate le imprese appartenenti ai comparti manifatturiero e dei servizi, con esclusione delle imprese operanti nelle filiere dei media e della comunicazione, tradizionali e digitali.

Nella costruzione del campione sono state privilegiate le imprese di grandi dimensioni e quelle operanti in settori caratterizzati da significativi investimenti in comunicazione esterna. Sono state individuate 1000 aziende, alle quali è stato somministrato un questionario online e telefonico di circa 30 domande nel periodo settembre-dicembre 2009. La costruzione del questionario è stata preceduta da venti interviste in profondità ad altrettanti manager operanti nelle funzioni marketing e comunicazione di aziende da alcuni anni impegnate in attività di comunicazione multicanale. La scelta di una tecnica mista di raccolta dati è dipesa dalla necessità di massimizzare i tassi di redemption e di minimizzare i tempi di raccolta delle informazioni.

Ricerca adobe. Pubblichiamo il comunicato stampa integrale.

Post to Twitter Tweet This Post


Tecniche. Monitorare il social media roi.

l social media roi è una questione “hot”per chi si occupa di web marketing, solitamente, nei progetti, si pongono obiettivi in termini di nuomero utenti intorno ad una brand community. Nelle slide proposte, si afferma che questa modalità è sbagliata. Mashable, punto di riferimento per la comunità hitech, ha pubblicato le analisi di Olivier Blanchard di Brandbuilder, che propone un metodo integrato di valutazione, utilizzando strumenti di monitoraggio già disponibili. Secondo Blanchard il Roi è una “business metric”: nella forma attuale non è adatto, quindi, a cogliere le specificità dei media, dove la potenzialità risiede nella capacità di generare e di influenzare relazioni. Come osservare, allora, l’impatto dei social media? L’analista di Brandbuilder ricorda che i sistemi di misurazione più utilizzati su internet non quantificano l’impatto finanziario, ma il valore d’uso per il pubblico, come gli utenti unici mensili di un sito internet, impression, clicktrough fino ad alcune unità di misura basilari del web 2.0: commenti ai blog, followers di twitter, amici su Facebook, citazioni nelle rassegne stampa. Blanchard, quindi, suggerisce una strategia in sei punti per mostrare gli effetti economici delle conversazioni online:

1) Fissare un punto di partenza dal momento in cui è iniziato l’utilizzo dei social media in un’azienda, segnalandolo in un grafico.

2) Costruire una timeline delle attività attraverso social network, blog, Twitter: è una sorta di monitoraggio di ogni singolo contatto e discussione resa possibile dai social media.

Il secondo passo è di osservare quattro aspetti prima e dopo l’introduzione dei social media:

3) Andamento delle vendite (per esempio, in termini di frequenza mensile).

4) Lo sviluppo delle transazioni (guadagno giornaliero per le operazioni).

5) I nuovi clienti aggiunti.

6) Le tendenze del sentiment online (cioè le reazioni del pubblico), attraverso citazioni positive e negative.

Raccolti i dati, il passo successivo è di unire le informazioni in un solo grafico alla ricerca di pattern utili per spiegare l’evoluzione delle variabili. Di fatto, il metodo proposto da Blanchard evidenzia che i social media non sono adatti a essere misurati all’interno di una relazione causa-effetto diretta (come, invece, presuppone la formula del Roi, dove all’investimento deve seguire un ricavo facilmente contabilizzabile). Invece, la ricerca di pattern per comprendere le tendenze dell’andamento di vendite, transazioni, clienti, sentiment è legata a un ecosistema in cui le relazioni tra causa ed effetto non sono dirette, ma possono generare comunque un effetto sulle vendite (e Blanchard propone un altro acronimo al posto di Roi, Fry: frequency, reach, yield). Come ricorda Jeff Jarvis nel suo libro What would Google do, un buon prodotto non avrebbe nemmeno bisogno di pubblicità: basta il passaparola dei clienti soddisfatti, un fenomeno che su internet è possibile osservare proprio attraverso i social media.
In particolare, per monitorare il sentiment su Twitter sono disponibili alcuni strumenti gratuiti come, per esempio, twendz (che sembra funzionare soprattutto per la “twittersfera” inglese): inserendo una parola chiave, analizza i tweet pubblicati di recente e aggrega i dati mostrando le valutazioni positive e negative rispetto alla parola indicata (e ad altre strettamente correlate). Più complesso, invece, Viralheat (offre sette giorni di prova gratuita): permette di collegare i tweet con località specifiche.

L’analisi di Olivier Blanchard è disponibile qui.

Da clubdeimediasociali.

Post to Twitter Tweet This Post


Keywords e analisi sociali. Le più cercate nel 2009

Chi cerca trova. Non c’è niente di più curioso dello scoprire, ogni anno, quale sia l’oggetto delle ricerche della popolazione del web. Di certo, qualche internauta più esperto avrà già riso almeno una volta di fronte ai Referrers del proprio blog nell’intento di decifrare il percorso che ha condotto svariati utenti alle proprie pagine. Molto spesso ci si confronta simpaticamente con l’atteggiamento condiviso dai più di consultare i motori di ricerca come se si trattasse di un oracolo. Ma qui la faccenda è diversa.

Zeitgeist. Ogni anno Google stila la classifica delle parole più cercate. L’interpretazione di esse suona quasi come un’analisi delle dinamiche sociali  in atto nel paese di riferimento. Non a caso, Zeitgeist è un’espressione adottata nell’Ottocento per indicare la tendenza culturale predominante di una determinata epoca. Associato a questo tipo di classifica, l’uso di questo termine non fa una piega, soprattutto se si considera che la cultura della nostra epoca è dettata principalmente dalle mode del web. Lo Zeitgeist studia, infatti, l’aggregazione di miliardi di query digitate dagli utenti nelle ricerche Google nell’anno preso in esame ed è diviso in sei aree: i termini di crescente popolarità, le parole più cercate in assoluto, le news e i come fare più popolari, le leggi e i film più cercati.

Italia. Parallelamente a quanto emerge dal Rapporto Censis, gli italiani nel 2009 sono rimasti intrappolati nella rete dei social network. Le parole più cercate in assoluto sono infatti Facebook eYoutube che al secolo sono diventati due entità quasi complementari. Cresce la popolarità delle caselle di posta di varia natura (Libero, Alice, Yahoo) seguite a ruota dall’irrefrenabile interesse per il Grande Fratello. Sul web noi tutti ci siamo informati, in particolar modo, sul sisma che ha colpito l’Abruzzo  a partire dall’aprile di quest’anno e sull’edizione 2009 di Sanremo. Travolti dall’onda del successo cinematografico internazionale, abbiamo cliccato a dismura, a poche settimane dall’uscita nelle sale del nostro paese, per far svettare in testa alla classifica dei film più cercati i nuovi 2012 e New Moon. La magia delle sale cinematografiche non ci ha distolti dalla preoccupazione per il pugno duro del ministro Brunetta contro la legge 104 che prevede permessi retribuiti per assistere familiari disabili. L’interesse relativo al decreto Bersani sulle liberalizzazioni e la dinamicità del mercato potrebbe poi essere simpaticamente associato al “come fare” in cima alla lista: “soldi”.

Le curiosità dell’Europa.
Il comune sentimento europeo ci vede tutti uniti per quanto riguarda le parole più cercate in assoluto. Francia, Svizzera, Belgio, Crozia, Danimarca e Finlandia condividono con noi italiani la passione per Facebook e Youtube. In Germania, Autria, Paesi Bassi e Spagna a Youtube si affiancano rispettivamente Ebay, Vienna (che potrebbe indicare un particolare amore degli austriaci per la loro capitale), ING e Tuenti (altro social network a invito di origine tutta spagnola).

C’è social e social. La crescente simpatia per Facebook nutrita dalla maggior parte dei Paesi europei non è condivisa dagli Stati Uniti. Gli americani trascorrono il proprio tempo libero con Twitter, il social più in voga negli States che occupa il primo posto in ben tre delle loro sei liste (Twitter in Italia non compare in nessuna di esse). Gli spagnoli, poi, preferiscono socializzare attraverso il network di casa propria.

La classifica globale. La morte della pop star Micheal Jackson gli ha riservato il primo posto nella classifica globale delle parole in ascesa e nell’area intrattenimento. Diminuisce l’interesse, invece, per le olimpiadi di Pechino, per i campionati europei di calcio e per il Presidente Obama.

via comuniclab.it

Post to Twitter Tweet This Post


Media tradizionali. Sempre meno

Secondo SofM Politecnico di Milano, le Tv digitali crescono del 15 percento e sfiorano i 4 miliardi di euro. Nell’anno nero dei media tradizionali, quelli digitali non hanno sentito la recessione


Le Tv digitali non sentono la crisi: secondo SofM Politecnico di Milano, le Tv digitali crescono del 15% e mettono a segno quasi 4 miliardi di euro.

Nell’anno in cui i Media tradizionali (Stampa -20%, Tv analogica -10%, radio -14%) hanno “bruciato” oltre 2,2 miliardi di euro, i Media digitali, invece, sono cresciuti di 600 milioni di euro (+13%) e detengono il 29% del mercato complessivo dei Media, contro il 24% del 2008 e il 22% del 2007.

Il mercato dei Media in generale nel 2009 ha registrato una flessione di circa 1,5 miliardi, oscillante tra l’8 e il 10%, passando da 18,5 miliardi di euro nel 2008 a meno di 17 miliardi di euro nel 2009.

Andrea Rangone, Coordinatore degli Osservatori ICT &  Management della School of Management del Politecnico di Milano, spiega: “Questi numeri ci sbattono in faccia la cruda realtà che per anni, forse, non abbiamo voluto capire realmente: che il mondo dei media non è più come prima, che la rivoluzione digitale lo sta profondamente e strutturalmente cambiando. In particolare questa crisi congiunturale sta togliendo definitivamente qualsiasi ciambella di salvataggio. In questo scenario, la crescita – se non la sopravvivenza stessa – degli editori si trova nel mondo digitale e nella capacità di saperlo interpretare in modo corretto. Occorre cambiare con decisione e urgenza, aguzzando l’ingegno per affrontare in modi diversi – possibilmente innovativi – tutti i diversi mondi che le tecnologie digitali stanno proponendo (Televisore-centrico, Pc-centrico, Cellulare-centrico) e per cercare di capire come generare nuove fonti di ricavo – derivanti sia dalla pubblicità che dall’offerta di contenuti a pagamento agli utenti – senza preconcetti e vincoli mentali“.

Le New Tv crescono nel 2009 del 15%, arrivando a superare i 3.800 milioni di euro, passando dal 35% del 2008 al 41% del 2009. Guardando alle diverse piattaforme digitali, rimane dominante il ruolo di quella satellitare - Sky – che pesa per l’84%, ma, grazie ad un tasso di crescita superiore al 70%, cresce in misura significativa l’importanza del Digitale Terrestre (nel 2009 è l’11% del totale), mentre rimangono sostanzialmente stabili in termini relativi – e piccoli in valori assoluti – i contributi delle altre piattaforme (IpTv, Mobile e Internet).

Andando nel dettaglio, l’analisi delle Tv digitali si divide in tre segmanenti: Sofa-Tv (Sat Tv, DTT e IpTv, che arrivano sullo schermo Tv “tradizionale”), Internet (basati su Internet tradizionale – e, in particolare sul Web – fruibili tramite un qualsiasi PC – Laptop, Desktop o Netbook) e Mobile (sia Unicast o Umts/Hsdpa, che Broadcast o Dvb-h – fruibili tramite il telefono cellulare).

Le piattaforme televisive digitali delle Sofa-Tv sono per ora utilizzate per l’offerta di contenuti di natura televisiva, fatta eccezione per alcuni canali radiofonici (presenti nel bouquet di Sky e sul DTT) e i Teletext (Televideo, Mediavideo eccetera), che ancora non hanno saputo sfruttare appieno le potenzialità della nuova piattaforma digitale e potrebbero crescere.

Tra le  innovazioni, segnaliamo in particolare la diffusione della Tv HD, spinta in questo momento soprattutto da SKY (ma non trascurata dagli operatori del DTT) e il lancio di una prima versione non Ip della over-the-top-tv da parte di Mediaset, che potrà portare ad un notevole arricchimento dei contenuti e dei servizi erogabili tramite il digitale terrestre. Ci sembra importante evidenziare che, fino a questo momento, Rai non sta partecipando alla competizione per l’accaparramento del mercato Pay, preferendo giocare – da soggetto pubblico qual è – un ruolo più importante nell’offerta free.

I Decoder “universali”, in grado di rendere accessibili con un unico set-top-box e con un unico telecomando le diverse piattaforme televisive: Satellite, DTT e anche il Web (ma in un formato e con una navigabilità adatta alla televisione), rappresentano un ponte con cui il mondo delle Desktop Tv entra nel “tradizionale” televisore di casa.
L’IpTv, piattaforma spinta dagli operatori di telefonia fissa per cercare di ritagliarsi uno spazio nel mondo delle Sofa-Tv, finora ha ottenuto risultati limitati: gli operatori stanno lavorando per cambiare il concetto stesso di IpTv: da walled garden chiusi facenti capo al singolo player, a piattaforma aperta potenzialmente utilizzabile da qualsiasi aggregatore di contenuti. Anche per promuovere questo nuovo scenario, i tre operatori attivi sulla IpTv – Telecom Italia, Fastweb e Wind – hanno dato vita all’Associazione italiana degli operatori IpTv che si pone – tra gli altri – l’obiettivo di spingere il processo di standardizzazione dei decoder.

Nelle Desktop-Tv si osserva  il fermento imprenditoriale e la vivacità innovativa che stanno caratterizzando questo ambito come un vero e proprio “laboratorio” in cui si sperimentano nuovi concept di Tv che potranno, nel tempo, arricchire anche l’offerta televisiva delle altre piattaforme. In realtà questo processo di “contaminazione” è già in atto: per quanto riguarda le Sofa-Tv, attraverso, ad esempio, l’introduzione di decoder universali e di televisori capaci nativamente di accedere ai contenuti del Web; relativamente alle Hand-Tv, attraverso l’affermazione – su cui torneremo nel paragrafo successivo – del paradigma del Mobile Internet, degli Application Store, dei Widget.

Nel 2009 il mercato dei Media basati sul Web, inteso come la somma degli introiti da pubblicità e delle vendite di contenuti premium (video e musica in streaming e contenuti editoriali) dovrebbe attestarsi attorno ai 910 milioni di euro, in crescita di oltre il 10% rispetto al 2008. Il 98% di questo valore è costituito dall’advertising, mentre sono ancora molto ridotti i ricavi dalla vendita dei contenuti. Ma il potenziale del Web, come Media, è ben superiore a questi valori, per due ragioni di fondo. La prima è che ad oggi non si è ancora riusciti – se non in minima parte – a “monetizzare” i due trend fondamentali che stanno cambiando in profondità la natura stessa del Web: la rivoluzione del 2.0 (e la conseguente proliferazione di social network, blog, user-generated-content, community, wiki, ecc.) e la massiva diffusione di contenuti Video (Video-metamorfosi). Fenomeni che stanno trainando una crescita sempre più capillare di Internet anche in Italia (il numero di utenti Internet arriverà a fine anno vicino ai 24 milioni e il tempo dedicato in media dal singolo navigatore italiano è passato dalle 22 ore mensili del 2008 alle oltre 33 ore nel 2009) ma non sono ancora stati capaci di generare adeguati ricavi aggiuntivi. Ma questo accadrà nei prossimi anni. La seconda ragione è che nel Web, a differenza invece di quello che accade sulle Sofa-Tv digitali e nel Mobile, non si è ancora riusciti a capire come generare ricavi anche dalla vendita di contenuti premium ai navigatori. Ma Google e News Corp sapranno sviluppare – in futuro- adeguati sistemi condivisi a supporto dei micro-pagamenti.

Il mercato dei Mobile Media vale nel 2009 oltre 290 milioni di euro. Nel mondo Mobile, a differenza di quello Web, la componente di fatturato dominante – pari al 90% – è rappresentata dalla vendita di contenuti premium al consumatore finale; la quota parte derivante dalla vendita di pubblicità ha per ora un ruolo marginale anche se pensiamo possa ben svilupparsi in futuro.
Più nello specifico, il valore complessivo del mercato dei Mobile Media a pagamento nel 2009 supera i 260 milioni di euro. La voce più rilevante (72%) è costituita dai servizi di Infotainment (informazione e intrattenimento) erogati via Sms (che continua ad essere la piattaforma di gran lunga più utilizzata), Mms, Mobile Site e Applicativi. Seguono i contenuti video e televisivi (24%) e i servizi di Interazione con i Media, come il Voting (4%).
Nel 2009 complessivamente il mercato dei Mobile Media registra però una contrazione, pari a circa il 13%.  La rete Cellulare, grazie al continuo incremento della banda disponibile, si sta sempre di più proponendo come efficace piattaforma anche per la fruizione di contenuti Video, godendo- rispetto alla piattaforma Dvb-h – di alcuni vantaggi, quali una base installata notevolmente superiore (e senza la necessità di terminali ad hoc), l’interattività intrinseca tipica delle reti Ip e la possibilità di offrire una gamma di servizi maggiore. L’affermarsi, inoltre, del paradigma del Mobile Internet e degli Application Store abilita potenzialmente tutti gli attori del mondo dei Video e della Tv (Broadcaster, Editori, Web company, ecc.) a provare a giocare una partita anche in questo ambito. La principale criticità in questo contesto è rappresentata dai modelli di business che si affermeranno, dal momento che non pensiamo che un modello esclusivamente basato sulla pubblicità sarà in grado di generare numeri realmente interessanti per i molteplici attori in gioco.

FONTE itespresso.it

Post to Twitter Tweet This Post


Fan page di successo su Facebook (Brand & Facebook)

Facebook, si sa, è ormai diventato il social network più diffuso al mondo in grado di regalare davvero un’enorme visibilità a tutti. Una visibilità che nell’ottica dei grandi marchi commerciali si trasforma in campagne di marketing volte ad acquisire tanti più clienti. Da quando Facebook ha deciso, agli inizi di quest’anno, di rilanciare le sue fan page, molte società iscritte al social network hanno avuto un breve sussulto al pensiero di perdere quella fama guadagnata via web. Ma non tutti hanno temuto la ventata di cambiamento annunciata dal social network, anzi, ci sono stati molti brand che, forti del loro sapiente utilizzo della fan page, hanno mantenuto e incrementato il loro successo tra il popolo di internet.

Il primo grande esempio di web marketing su Facebook è quello di Red Bull, che nella sua fan page ha introdotto foto, video, commenti e quant’altro riesca a mantenere alto l’interesse dei suoi appassionati. Il vero punto di forza della compagnia austriaca, però, è l’aver integrato Twitter nel suo profilo di Facebook. Una trovata intelligente che coinvolge gli appassionati dell’energy drink, permettendo loro di seguire le discussioni di personaggi famosi dello sport, come ad esempio Shaun WhiteRyan Sheckler, sponsorizzati, ovviamente, dal marchio del toro rosso. La pagina della Red Bull, inoltre, contiene molte simpatiche applicazioni, la più divertente è quella che permette ai fan di dare un voto alle telefonate che la gente ubriaca fa al centralino della società. Un contenuto molto accattivante quello sviluppato dall’azienda di bibite austriaca, che, inoltre, si auto-cataloga sotto la dicitura “Farmaceutico” alla voce “genere del business”,consapevole che il suo pubblico di teenager e studenti universitari desidera seguire un marchio che abbia un pizzico di humor.

Un altro importante esempio di ottima visibilità su Facebook è quello della Pringles, che ha costruito il successo sul social network grazie ai video che vengono postati sulla bacheca della sua pagina dedicata. Filmati a basso costo che ritraggono i sostenitori del brand cantare motivetti buffi o fare balli divertenti. Insomma, un modo acuto di coinvolgere i propri sostenitori, interagendo con loro e rendendoli partecipi della visibilità del marchio. La strategia intrapresa dalla società che produce patatine, rende la diffusione di questi video virale, riuscendo a diffonderli tra più persone possibili sulla rete, guadagnando, così, migliaia di nuovi potenziali clienti.

Adidas, altro importante brand presente su Facebook, ha deciso di sponsorizzare sulla sua fan page le campagne di marketing e di attività sociale. Non molto tempo fa, il marchio d’abbigliamento sportivo, ha collaborato con MTV ad un contest su Facebook, che permetteva ad uno dei fan di vincere una festa a casa completamente spesata. I punti di forza di quest’iniziativa erano principalmente tre: in primo luogo coinvolgeva direttamente uno dei tanti utenti del social network appassionati del marchio sportivo, continuando a pubblicizzare l’evento sulla bacheca della società anche dopo la proclamazione; in secondo luogo, il successo del contest è stato il risultato della scelta di un partner molto forte come MTV; infine, un elemento di forza della sfida era il budget stabilito per finanziare la festa, che ha ottenuto grande risonanza su Facebook.

Anche Starbucks ha scelto di utilizzare il social network per accrescere il suo indice di gradimento, fondando il suo successo mediatico sull’aggiornamento di stato della sua fan page, attraverso post e commenti sia della società che dei sostenitori. Un metodo di condivisione e di partecipazione attiva scelto dalla multinazionale del caffè, che trova la sua massima espressione nella capacità di condividere con gli utenti nuovi contenuti che riconducono alla fan page.

L’ultimo esempio è quello di sua altezza Coca Cola. Questa bibita dal gusto inconfondibile si è costruita un’immagine che ormai può essere definita, quasi, come un testamento lasciato ai milioni di fan nel mondo. I colori del logotipo sono riusciti perfino a ridettare i canoni di una fiaba come quella di Santa Claus. Ciò che rende unico il profilo sociale che la CocaCola ha su Facebook, sono i migliaia di contributi pubblicati dagli utenti iscritti alla fan page: foto rielaborate del logo, immagini retrò del marchio, foto delle versioni differenti del prodotto nel mondo e immagini dagli stabilimenti. Una specie di museo di culto virtuale, che permette alla bibita americana di guadagnare, se è possibile, ancora nuovi consensi.

I fattori che legano insieme questi cinque eccellenti esempi di visibilità via Facebook, sono prima di tutto, il pubblicare una pagina con un contenuti creativi ed innovativi che sappia incuriosire i fan, la capacità di attivare una via di comunicazione a doppio sensotra la società e i suoi clienti, tramite post e commenti nelle bacheche. Esempi di successo commerciale e mediatico grandi società che riescono a stabilire un rapporto di partecipazione con la gente, loro principale grande sostegno. Potenza del marchio che supera gli spazi fisici

FONTE:  Fabrizio Di Meo

Post to Twitter Tweet This Post


Storia dei social media

3629544077_77d44bcbd8
I Social media sono diventati oramai una parte integrante della società moderna e ci sono addirittura dei social network che hanno una base di utenti maggiore della popolazione di moltissimi paesi.
Esistono siti di nicchia virtualmente per ogni tipo di specialità e interesse; ci sono siti che consentono di condividere foto, video, aggiornamenti di stato e altri che permettono di conoscere nuove persone e ritrovare vecchi amici.
Sembra proprio che ci sia una soluzione sociale per ogni tipo di necessità e dunque in questo articolo tratterò la storia e l’evoluzione dei social media dal loro inizio sino ad oggi.
Precursori ai Social Media
Usernets
Usenet systems è stato concepito nel 1979 da Tom Truscott e Jim Ellis. Usenet consente agli utenti di scrivere articoli (chiamati news) nei newsgroup.
Usenet non ha server centralizzati o amministratori dedicati, differenziandolo di fatto dalla maggior parte dei forum e affini. Usenet è di fatto l’ideatore dei lettori di news, che sono in pratica i precursori dei lettori RSS che sono oggi comunemente usati per seguire i blog e i siti di notizie.
I siti dedicati ai gruupi come Google Groups e Yahoo! Groups usano moltissime delle convenzioni che originariamente furono stabilite nei sistemi usenet.
BBSs (Bulletin Board Systems)
I primi BBS videro la luce nei lontani anni ‘70. Originariamente questi venivano hostati localmente e gli utenti si connettevano tramite il modem del computer host e solo una persona alla volta poteva ottenere l’accesso al BBS.
Insieme ai BBS legittimi nacquero anche tutta una serie di BBS dedicati a servizi illeciti, illegali e altro poco di buono. Per fare altri esempi materiali per soli adulti, codici dei virus, informazioni e istruzioni per crakkare sistemi e telefoni erano comunemente hostati sui BBS.
Nonostante tutto questo i BBS sono di fatto i primi tipi di siti che consentivano agli utenti di loggarsi ed interagire in modo un po’ diverso da come noi ora facciamo.
Servizi Online
Dopo i BBS nacquero i “servizi online” come ad esempio CompuServe e Prodigy. Questi due furono i veri primi tentativi aziendali di accedere ad Internet.
CompuServe fu la prima azienda ad incorporare un programma di chat nei suoi servizi. Prodigy fu invece un’azienda che si preoccupava di rendere i servizi online più abbordabili (CompuServe era molto costosa per la maggior parte degli utenti, con tariffe di $6 all’ora più l’aumento in base alla distanza che faceva lievitare il prezzo a più di $30 all’ora).
Genie invece fu un servizio online creato dalla General Electric subsidiary (GEIS) nel 1985. E’ andato avanti fino al 1999 e fu uno dei primi servizi disponibili. Era un servizio text-based, e fu considerato la prima vera alternativa commerciale a CompuServe. Il servizi fu creato per rendere. Genie permetteva di giocare, fare shopping, inviare mail, usare i forum (chiamati RoundTables) e addirittura offrira la possibilità di stampare la rivista associata al servizio che di volta in volta si voleva.
Anche AOL poi iniziò come servizio online ed ebbe il grande merito di rendere Internet universalmente accessibile negli Stati Uniti.
IRC, ICQ, e Messaggistica Istantanea
IRC (Internet Relay Chat) fu sviluppato nel 1988 e usata per condividere file, link e per stabilire un contatto a distanza con le persone.
E’ di fatto il padre della messaggistica istantanea che noi tutti oggi conosciamo. IRC è basati nella maggior parte dei casi su UNIX e questo ne ha limitato ampiamente l’uso.
ICQ fu invece sviluppato della prima metà degli anni ‘90 e fu il primo programma di messaggistica istantanea per PC. E’ stato praticamente il mezzo tramite il quale si sono trasformati in standard gli avatar, le abbreviations (LOL, BRB) e gli emoticon. Il resto gira tutto intorno ad esso.
I primi Social Network
Siti di Dating
I siti di Dating sono spesso considerati i primi social network.Il primo sito di dating è apparso quando è iniziato l’aumento delle persone online. Questi permettevano agli utenti di creare il proprio profilo e contattare gli altri utenti.
Forum
I forum hanno anch’essi giocato un ruolo importantissimo nell’evoluzione del web sociale. Questi sono i veri discendenti dei sistemi BBS popolari negli anni ‘70 – ‘80, ma con il grande merito di rendere l’interfaccia assolutamente più user-friendly, rendendoli di semplice consultazione anche ai non tecnici. Moltissime piattaforme di forum, incluse vBulletin e phpBB, furono sviluppate, e sono tuttora in uso. I Forum rimangono attualmente molto popolari nella cultura online, e molti stanno proseguendo sulla strada di aggiungere caratteristiche sempre più sociali come i profili.
Mentre moltissime persone considerano i siti di dating come ad esempio Classmates.com di essere i primi social networl, credo che non rendano completamente merito alla definizione di social network. Questi siti infatti raramente permettono di tenere una lista di amici e spesso la creazione dei profile era severamente limitata. Ed è per questo che secondo me i primi veri social network sono i seguenti.
Six Degrees
Six Degrees fu lanciato nel 1997 e fu il primo social network moderno in quanto permetteva all’utente di creare il suo profilo e stringere amicizia con gli altri utenti.
Tuttora il sito non è più attivo, ma in passato è stato molto popolare contando al suo attivo circa un milione di membri. Nel 2000 fu venduto per 125 milioni di dollari e poi chiuso nel 2001.
AsianAvenue, MiGente, BlackPlanet
Questi siti si ritagliarono il loro spazio tra il 1997 e il 2001 sulla scia di SixDegrees e permettevano come quest’ultimo la creazione di profili (di tipo personale, professionale e dating) e aggiunta di amici senza il bisogno di alcun tipo di approvazione.
Anche se furono i primi social avevano includevano già notevoli innovazioni.
LiveJournal
LiveJournal partì nel 1999 e introdusse un approccio diverso al social networking.
Mentre Six Degrees permetteva agli utenti di creare un profilo statico, LiveJournal era un social costruito sull’idea di un continuo aggiornamento dei blog.
LiveJournal incoraggiava i suoi utenti a seguirsi a vicenda ed a creare gruppi per interagire. Decisamente il precursore dei live update che vediamo ora nei social.
World of Warcraft / MMORPGS
MMORPGS (Massively multiplayer online role-playing games) è diventato social networks di diritto. Il più famoso di questi giochi in multiplayer è senza dubbio World of Warcraft, dove i giocatori interagiscono sia nel gioco che nei relativi forum e community.
L’interazione sociale nel gioco svaria dalla costruzione del team per ragioni tattiche fino alle amicizie e gli amori. L’esplosione dei MMORPGS avviene all’inizio degli anni 2000, anche se esistevano già in precedenza queste tipologie di giochi.
Le maggiori innovazioni nel Social Networking
Con l’inizio del 2000 si sono susseguite tutta una serie di incredibili e favolosi sviluppi del social networking e dei social media.
Friendster
Friendster fu inequivocablmente il primo social network moderno di carattere generale. Fondato nel 2002, Friendster è tuttora un social network molto attivo, con più di 90 milioni di utenti registrati e più di 60 milioni di visitatori unici al mese. Il 90% dei visitatori di questo social arrivano dall’Asia.
La prerogativa di Friendster è quella permettere alle persone di scoprire i propri amici e gli amici degli amici in modo da permettere l’espansione della propria rete.
L’obiettivo è quello di essere un posto più sicuro e veloce per conoscere persone rispetto alla vita reale ed è parzialmente anche un sito di dating.
Oltre ad accoppiare sconosciuti sulla base degli interessi questo social assume che le persone con amici in comune hanno una maggiore possibilità di quelli che non hanno amici condivisi.
La popolarità di Friendster ha toccato il massimo con tre diversi gruppi: Gay Men, attendess of Burning Man e bloggers.
Hi5
Hi5 è un altro dei maggiori social network, che dal 2003 ad oggi conta 60 milioni di membri attivi.
La privacy dei profili di Hi5 si basa su un concetto più ampio di connessioni che arriva fino al terzo grado di amicizie e dunque (amici di amici di amici).
Esiste inoltre la possibilità di rendere il profilo pubblico oppure visibile ai soli amici. La grande popolarità di Hi5 deriva dall’Asia, dall’America Latina e dall’Africa Centrale.
LinkedIn
LinkedIn fondato nel 2003 è stato uno dei primi social network dedicati esclusivamente al business.
Originariamente, LinkedIn permetteva agli utente di postare un profilo (solitamente un riassunto) e di interagire tramite messaggistica privata e si basava sull’assunzione che per esserre connesso con una persona era necessario conoscerla in qualche modo.
Gradualmente poi sono state aggiunte altre caratteristiche sociali, inclusi gruppi, forum e profilazione avanzata includendo anche gli aggiornamenti di stato.
MySpace
MySpace fondato nel 2003 e fino al 2006 è cresciuto come il più popolare social network al mondo.
MySpace si differenzia dai suoi concorrenti in quanto permette agli utenti di personalizzare completamente il proprio profilo a livello grafico, oltre a consentire l’inserimento e la condivisione di musica e video nel proprio profilo.
Originariamente MySpace permetteva la comunicazione tramite messaggi privati, commenti pubblici nei profili. Un’altra grande fetta dei profili di MySpace sono poi i blog che sono allegati automaticamente ad ogni profilo
Nel 2006 MySpace ha introdotto MySpace IM per consentire di chattare agli utenti, mentre recentemente ha aggiunto l’aggiornamento di stato e l’inclusione di feed news dai profili degli amici.
Facebook
Facebook partì come un social network esclusivo di Harvard e così rimase fino al 2004, quando poi iniziò rapidamente ad espandersi alle altre scuole, alle università, al business e poi dal 2006 a chiunque.
Nel 2008 Facebook è divenuto il social network più popolare al mondo, superando MySpace, e continuando tuttora a crescere a dismisura.
Facebook non permette la stessa personalizzazione nell’aspetto di MySpace, ma include tutte le altre opzioni.
Facebook ha aggiunto una notevole mole di nuove caratteristiche rispetto agli anni passati, incluso l’instant messaging e le applicazioni.
Gli utenti hanno un modo diverso di comunicare gli uni agli altri e la messaggistica privata è consentita così come lo è la scrittura sulla bacheca degli altri che è visibile da tutta la rete di amici. Gli utenti possono facilmente cambiare le impostazioni della propria privacy per permettere o meno la visualizzazione di diverse parti del proprio profilo sulla base delle relazioni esistenti tra utenti (di base sono “solo amici”, “amici di amici”, and “chiunque”).
Gli utenti possono rendere visibile le note a tutti o solo agli amici e commentare, taggare “mi piace” o condividere i post degli amici e taggare le foto.
Altri famosi Social Network
Multiply, un “family-friendly” social network con particolare attenzione alla privacy offrendo una serie di livelli di sicurezza ai propri aggiornamenti come publico, amici, solo su invito.
Orkut, lanciato nel 2004 è il social network di Google e anche se non è molto popolare negli stati uniti, è molto popolare in Brasile e India con più di 65 milioni di utenti.
Kontain, lanciato nel 2008, opera in modo differente rispetto agli altri social, mettendo in primo piano l’usabilità e consentendo agli utenti di seguirsi a vicenda tramite foto, video e musica invece che tramite semplici aggiornamenti di stato. Questo social lavoro inoltre molto attentamente sulla raccolta di profili aziendali fornendo un canale in grado di promuovere i propri servizi e comunicare con i clienti.
Social Network di Nicchia
Con lo sviluppo dei social è di conseguenza cresciuta la presenza di questi e ad oggi non esiste un settore privo del suo social network specifico.
Ning
Ning è una piattaforma che consente di creare social network di nicchia. Questi sono hostati su Ning, ma possono anche essere messi su un proprio host e a pagamento personalizzare anche il brand.
I nuovi utenti possono creare un nuovo social network oppure scegliere tra l’incredibile varietà di social presenti (più di un milione e mezzo di reti).
Ning è la piattaforma di social più usata al mondo, e il suo grande vantaggio è quello di consentire in modo facile e veloce a chiunque, anche non tecnico, di creare il proprio network sociale.
Company-Sponsored Social Networks
Ovviamente la tendenza ha catturato anche le aziende di tutti i settori, anche se nella maggior parte dei casi molti di questi sono stati presto chiusi a causa della mancanza di attività.
Un esempio di questo tipo di social è Authonomy, che è una rete di scrittori hostata dalla divisione Ingelse di Harper Collins che ha attratto moltissimi speranzosi scrittori.
Media Sharing
Il Social media non è però limitato solamente ai social network. La condivisione di foto, video e contenuti multimediali sono tutte attività sociali molto diffuse.
Photobucket
Photobucket nato nel 2003 è stato il primo più popolare sito di condivisione di foto.
Photobucket permette agli utenti di condividere album di foto pubblicamente oppure protetti dal password. Permette agli utenti di avere 500MB di spazio (ridotto da 1GB nell’agosto del 2009).
Offre la possibilità di attivare un account Pro e ottenere 10GB di spazio (ridotto da 100GB a 25GB a luglio ‘08 e poi a 10GB sempre nell’agosto del 2009). Photobucket hosta inoltre anche video.
Nel 2007, Photobucket è stato acquistato da Fox Interactive Media (una sussidiaria di News Corporation) e ha fatto scalpore la cifra di 250 milioni di dollari per cui è stata ceduta.
Flickr
Flickr è divenuto un social network negli ultimi anni e dichiara di hostare più di 3.6 bilioni di immagini nel Giugno 2009.
Flickr ha inoltre gruppi, foto sondaggi, e consente la creazione di profili, di aggiungere amici, organizzare immagini e video in album.
Uno dei maggiori vantaggi offerti da Flickr è quello che peremette di assegnare una licenza Creative Commons oppure di ritenere tutto il copyright sulle foto pubblicate.
Flickr ha inoltre lanciato da poco una collezione chiamata “The Commons”, che mette in primo piano tutte le foto riguardanti musei e istituzioni che non sono soggette a restrizioni.
YouTube
YouTube, lanciato nel 2005, è stato il primo più famoso sito di hosting e condivisione di video.
Gli utenti possono inviare video fino a 10 minuti e condividerli tramite YouTube oppure incorporarli nei propri siti (social network, blog, forum, ecc.).
YouTube attualmente permette l’invio di video HD e di recente ha lanciato un servizio per fornire show televisivi e film da parte dei prorpietari.
Le caratteristiche sociali di YouTube includono il voto, i commenti e la possibilità di sottoscrivere i canali e creare una lista di video preferiti.
Revver
Revver offre invece un approccio leggermente differente nell’hosting e condivisione di video.
Mentre YouTube, Metacafe, e gli altri diffusi siti di video sharing permette di postare video gratuitamente e condivide con il creatore del video il 50% degli introiti pubblicitari generati dal video.
Social News e Bookmarking
La condivisione di contenuti multimediali non è stata e non è la sola forma di condivisione avvenuta con l’era dei social media.
L’avvento dei social news e dei siti di bookmarking nella prima meta dell’anno 2000 ha creato un modo completamente nuovo di scoprire notizie interessanti da ogni parte del mondo e ha rivoluzionato il modo di leggere le notizie.
Grazie a siti come Delicious, Digg, Reddit (in Italia OkNotizie, Segnalo e altri) la diffusione di notizie è cambiata radicalmente ed ha permesso agli utenti di condividere novità e contenuti che trovano interessanti con una audience altrimenti irraggiungibile.
Delicious
Delicious (aka, Del.icio.us) è un sito di social bookmarking fondato nel 2003. Questo consente di taggare come preferiti i contenuti che ognuno trova online con la possibilità di renderli pubblici o privati.
Gli utenti possono ricercare per bookmark o tramite i tag, oppure leggere tra i più popolari e tra quelli più nuovi.
Digg
Digg è stato fondato nel 2004 da Kevin Rose, Ron Gorodetzky, Jay Adelson, e Owen Byrne.
Gli utenti in Digg possono condividere link da ogni parte del web che possono essere votate positivamente (”dig”) o negativamente (”bury”) dagli altri utenti o commentate e aggiunte ai preferiti così come possono essere create liste di amici.
Digg è stato sottoposto a molte critiche sopratutto relativamente al potere che gli utenti top hanno di influenzare la popolarità delle notizie.
L’effetto Digg quando un contenuto raggiunge la prima pagina è molto noto ed è spesso causa di black out dei siti che non sono preparati a quella mole di traffico improvvisa.
Reddit
Reddit è un altro social news fondato nel 2005 e che lavora sullo stile di Digg, consentendo agli utenti di votare positivamente o negativamente i contenuti.
Gli utenti possono visualizzare i contenuti più popolari, quelli nuovi, e i più controversi (ossia quelli che hanno un numero equivalente, ma alto di voti contrari). Reddit, come Digg, consente anche di commentare i contenuti.
Aggiornamenti in Tempo Reale
Gli aggiornamenti in tempo reale sono diventati la normalità nei social media. Con l’avvento di Twitter nel 2006, gli aggiornamenti di stato sono diventati la normalità oltre che la moda nei social network. Virtualmente tutti i più famosi social incluono ora questa caratteristica.
Twitter
Twitter è stato fondato nel 2006 ed ha ottenuto una grande popolarità durante la SxSW conference del 2007.
I Tweets si sono triplicati durante questa conferenza e sono passati da 20k fino a 60k al giorno. Twitter ha ideato culto del following ed è uno dei social preferiti dalle persone famose.
Twitter ha dato l’input alla generazione di moltissimi siti e applicazioni di terze parti, trasformandolo in pratica in una vera e propria piattaforma piuttosto che un singolo servizio. Esistono moltissimi client per Twitter che permettono di gestire gli aggiornamente e i followers; esistono moltissimi servizi che tengono traccia dei trend di Twitter ed esistono servizi che consentono di postare foto e video direttamente su Twitter.
Posterous
Posterous è la pià recente applicazione di microblogging, lanciata dalla Y Combinator nel Maggio del 2009.
Gli utenti postano i contenuti via email e possono includere foto, mp3 e altri tipi di file come allegati. A differenza degli altri social non necessita di alcuna iscrizione.
Tumblr
Tumblr è una sorta di incrocio tra un’applicazione di tipo lifestreaming e una piattaforma di microblogging. Tumblr è stato fondato nel 2007ed ha circa 75,000 tumblebloggers passati al loro servizio immediatamente.
Il sito permette agli utenti di postare foto, video, testo, audio, link, conversazioni e altri contenuti come nei blog. Ci sono inoltre moltissime applicazioni disponibili per i dispositivi mobili in grado di far postare su Tumblr rendendolo ideale per il lifestreaming.
Tumblr è inoltre molto facile da usare, e dunque pronto all’uso anche dai meno tecnici. E’ molto simile a Twitter e alle altre piattaforme di microblogging nel senso che permette di seguire gli altri utenti di Tumblr e vedere i loro aggiornamenti in uno speciale feed bacheca. Gli utenti possono anche mettere tra i favoriti i contenuti degli altri utenti Tumblr e ribloggare i post degli altri utenti lasciandone intatta la provenienza.
Altri servizi che adottano gli aggiornamenti in tempo reale
Come accennato precedentemente, virtualmente ogni sito di socal networking include l’aggiornamento di stato. Facebook ha incorporato questa caratteristica per anni. MySpace l’ha introdotta più di un anno fa. E più di recente, LinkedIn ha iniziato a consentire ai propri utenti l’aggiornamento dello stato.
Gli aggiornamenti in tempo reale consentono agli utenti di stare in contatto con i propri amici e con la propria famiglia su una base di aggiornamento costante, consentendo un miglioramente ed un incentivo alla creazione di relazioni tra le persone.
Quando sei a conoscenza delle attività dei tuoi amici e familiari diventa molto più facile scoprire gli interessi comuni, le attività e le altre informazioni che non sarebbero altrimenti ottenibili senza una vera conversazione. Questo sistema può portare ad un rafforzamento delle relazioni anche offline
Il ruolo dell’Iphone negli aggiornamenti in tempo reale
Di certo l’Iphone può essere premiato come il più grande fautore dell’incredibile aumento di popolarità degli aggiornamenti in tempo reale. Prima dell’arrivo dell’iPhone, i browser dei dispositivi mobili non erano molto ottimizzati e nel peggiore dei casi inutilizzabili.
Grazie all’iPhone è diventato incredibilmente facile e divertente navigare il web dai dispositivi mobili. L’aggiunta delle applicazioni praticamente per tutti i social network ha reso possibile l’aggiornamento degli stessi in ogni luogo e tempo.
Gli altri telefoni hanno seguito questa strada e sono oramami moltissimi i dispositivi che incroporano le caratteristiche in grado di permettere con facilità l’aggiornamento continuo del proprio stato sui vari social inclusi foto e video.
L’iPhone ha avuto un ruolo così importante nello sviluppo dei social media che attualmente ci sono social network che sono disponibili solamente tramite iPhone. iRovr ad esempio è un applicazione di social etworking specifica per iPhone e iPod Touch.
Questa permette agli utenti di postare foto, aggiornamenti, link (incluso YouTube), sondaggi, sottoscrivere RSS e altro. E’ stata lanciata nel 2007 e sta diventanto sempre più forte con il passare del tempo.
Lifestreaming e Lifecasting
Gli aggiornamenti in tempo reale ha portato un grande aumento nel numero di persone che fanno lifecasting o lifestreaming di tutto ciò che fanno. Molti optano anche sul lifestream per aggregare tutte le attività online in una singola pagina (come ad esempio con FriendFeed).
Ustream.tv
Ustream è nato nell’estate del 2006 ed è diventato il servizio di hosting streaming video che hanno scelto alcune celebrità.
Mentre molti utenti di Ustream vanno in diretta in modo occasionale, ci sono dei canali che trasmettono continuamente.
Ustream permette ai visitatori di postare commenti e fare domande direttamente nel feed dell’host durante la trasmissione, e questa interattività spesso porta gli utenti a partecipare con più attenzione rispetto ad altri siti dedicati ai video.
Justin.tv
Justin.tv è un servizio di hosting streaming fondato nell’ottobre del 2006 che consente ai lifecaster di trasmettere a centinaia e migliaglia di utenti.
iJustine è probabilmente l’utente pubblico di Justin.tv, facendo praticamente lifecasting di ogni istante della sua vita.
Ci sono più di 400.000 canali su Justin.tv, e ottengono più di 41 milioni di visitatori unici ogni mese.
FriendFeed
FriendFeed, il cui lancio risale al 2007 e che è stato recentemente acquisito da Facebook, permette all’utente di integrare tutte le attività online (Twitter, RSS, Flickr…) in un posto unico.
E’ inoltre un social network esso stesso in quanto offre la possibilità di creare liste di amici, postare aggiornamenti e comunicare.
Altri siti di Lifestreaming
Ci sono un numero grandissimo di altri siti di lifestreaming che le persone usano e la maggior parte di essi possono essere integrati all’interno del proprio blog per permettere ai visitatori di vedere tutte le proprie attività online.
Ci sono inoltre alcuni plugin appositi per Wordpress che consentono di integrare facilmente tutti i profili sui social all’interno del blog wordpress. Un esempio è WP Lifestream.
Profilactic.com è un’altra applicazione di lifestreaming che permette di integrare i feed da più di 190 differenti siti. Sweetcron è un’applicazione simile ed è opensource.
Ogni cosa è Social
Attualmente sembra che ci siano applicazioni social e generate dagli utenti in ogni angolo e oltre ogni immaginazione. Esistono infatti siti di shopping sociali, siti di pianificazione finanziaria sociali, siti per ottenre libri, film, applicazioni e altre riviste, siti che consentono di condividere i propri obiettivi, siti che permettono di pianificare il proprio viaggio e siti che aiutano a prendere una decisione in ogni settore.
I social media si sono ritagliati una grande fetta della vita di milioni di persone in tutto il mondo.
I social permettono inoltre di sfruttare online il passaparola tanto caro nella vita reale e si stanno conquistando una grande fetta anche da un punto di vista di ricerca informazioni bypassando spesso i motori di ricerca quando ad esempio si vogliono informazioni su prodotti, servizi, viaggi e quant’altro.
Preoccupazioni e criticità dei Social Media
Come è naturale che sia la crescità di popolarità dei social ha fatto crescere in modo direttamente proporzionale anche le controversie e le critiche.
La più grossa critca mossa verso i social si può sintetizzare in questi tre punti:
I social media possono essere usati dagli stalkers;
I social media possono essere usati dai pedofili;
I social media aprono dei grossi punti interrogativi per quel che riguarda la privacy e la sicurezza.
Se nei primi due casi i social possono fare ben poco, per quel che riguarda il terzo punto si stanno tutti muovendo in una via che porta alla rassicurazione degli utenti tramite delle privacy policy rafforzate.
Social Media e Stalker
Facebook e gli altri social media sono stati messi sotto attacco a causa della facilità con cui gli stalkers possono avere accesso ad informazioni che consentono di semplificare il tracciamento delle vittime e questo non è completamente infondato in quanto molti social non si preoccupano di tenere al sicuro alcuni dati e rendono di default tutti i dati pubblici. Se questo da un lato può essere positivo per i profili pubblici d’altro lato è sicuramento non ideale per profili personali.
Tutto questo in sostanza è un problema reale, ma di fatto il problema più grande rimane proprio la responsabilità dell’indviduo e non le scelte dei social in quanto tali.
Social Media e Pedofilia
MySpace è pubblicamente accusato di essere uno dei social più gettonati dai pedofili, molestatori e pornografi, ma questo come anche altri social hanno fatto grandi sforzi per rendere protette le identità dei minori.
Ancora una volta come nel precedente caso il problema maggiore ricade sugli utenti che non rendono privati i propri profili.
MySpace ha introdotto un passo in più per prevenire i pedofili dall’entrare a far parte degli amici du un minore includendo un dettaglio personale per richiedere l’amicizia ad un minore.
Privacy Concerns
Facebook è stato messo recentemente sotto attacco per i cambiamenti alla sua privacy policy in modo molto ambiguo ritenendo di mantenere tutti i diritti sull’uso dei contenuti pubblici e privati anche dopo l’eliminazione del profilo.
Mentre l’azienda ha promesso che non era loro intenzione trasmettere questo messaggio, ma solo un sfortunata coincidenza di parole, ed ha immediatamente ripristinato la sua policy alla precedente versione.
E’ molto importante per i social network rispndere rapidamente alle esigenze di privay e sicurezza dei propri utente visto che al loro interno vengono spesso trattati aspetti molti privati della propria vita e dunque diviene estremamente facile incorrere in potenzialmente pericolose situazioni come il furto di identità.
Altri aspetti molto importanti di sicurezza sono venuti a galla tramite il crackeraggio dei profili e la diffusione di messaggi falsi e/o imbarazzanti.
Spesso le vittime di questi attacchi sono le celebrità, ma a volte può capitare anche a persone qualunque come ad esempio questa donna su Facebook.
Il ruolo dei Social Media nella cultura Pop
I social media negli ultimi due anni hanno assunto il ruolo di protagonisti delle attività online. Nel 2007, le attività sui social network hanno superato quelle della pornografia almeno negli stati uniti e sono in continua lotta per il primato con delle alternanze mensili.
Le celebrità usano Twitter, Facebook, e altri social regolarmente e non solo per farsi pubblicità, ma per avere effettivamente un contatto quasi reale con i fan ogni giorno.
Non è oramai una stranezza vedere delle t-shirt ispirate a Twitter, e ci sono anche casi di tatuaggi.
Quando sia Twitter e Facebook hanno subito gli attachi di tipo DDOS durante l’agosto del 2009, gli utenti di tutto il mondo sono stati pervasi da un senso di mancanza incredibile.
I social media sono diventati una parte integrande del modo di comunicare, di relazionarsi, di sviluppare e studiare, di relazionarsi con il resto del mondo.

Fonte: ANDREA PERNICI

Post to Twitter Tweet This Post


Social media, spiegati alla nonna

sm

Autrice di questa splendida presentazione è Marta Kagan. Direi che i contenuti sono molto interessanti e spiegati in maniera chiara e coincisa. Esattamente come vuole mia nonna e molti altri scettici clienti..

Post to Twitter Tweet This Post


Social media specialist per le aziende

2954783299_c12617b65b
A seguire, un video molto esaustivo che dovrebbe farci capire dove sta andando il mondo della comunicazione legata ai brand. Oggi, non siamo più noi a cercare una notizia, è la notizia stessa che trova noi. Bene, in un futuro ormai prossimo, questo concetto sarà valido anche per i prodotti e i servizi. Ogni azienda avrà bisogno di un social media specialist, una risorsa che conosca le dinamiche dei network più importanti e frequentati per potere aumentare la brand awareness di un prodotto, per fare ricerche di nuovo personale, per lanciare nuovi prodotti, per testare servizi, etc. Internet ha raggiunto in 4 anni l’odience che la TV ha impiegato 50 annni per ottenere: solo da questo dato potremmo trarre parecchie conclusioni. Adesso il video..

Post to Twitter Tweet This Post


Comunicazione e creatività

untitled

La mostra ospitata in Metamorfosi Urbane al Festival della Creatività 2009 (dal 15 al 18 ottobre alla Fortezza da Basso di Firenze. Sala delle Grotte) mette a fuoco le attività e la trasformazione di alcuni artisti che hanno caratterizzato e caratterizzano la scena della Street Art italiana, generando a loro volta il cambio di destinazione della loro stessa arte che parte da strade, vicoli, ponti, tram, treni della metropolitana, e arriva alle gallerie d’arte nazionali e internazionali. Il progetto è un’esposizione di esperienze più che un’esposizione di opere. Le installazioni sono caratterizzate da una serie di video che ritraggono gli artisti mentre parlano delle loro esperienze e delle loro vite.

I video sono proiettati all’interno di alcuni box dove i visitatori possono entrare e fermarsi per guardare le varie interviste. Ogni artista ha un proprio box sul cui esterno ha realizzato un’opera inedita e specifica per il Festival della Creatività.

Gli artisti coinvolti sono: Bros, Eron, Ivan, Nais, Ozmo.  aka ONCE WERE WRITERS. Sul loro sito, potrete trovare i loro lavori oltre alla loro pagina facebook e canale You tube.  (nella foto un “pezzo” di Oncewerewriters).

Post to Twitter Tweet This Post